Progetto di solidarietà

Sulla base dei principi fondatori di AEGEE, l'associazione tramite il gruppo delle attività culturali ha deciso di avviare un progetto di solidarietà a sostegno dell'Associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa (NHDRC), fondata nel 2001 dai parenti delle vittime del femminicidio di Ciudad Juarez. Com'è noto infatti, tra gli obiettivi di AEGEE vi è quello di operare attivamente affinché si arrivi a vivere in una società aperta, tollerante e democratica, che rispetti i diritti umani e promuova la cooperazione senza confini.
Davanti ad un grave caso di violazione dei diritti umani come quello che sta avvenendo nello Stato del Messico, abbiamo deciso di iniziare una campagna di sensibilizzazione attraverso azioni informative e d'impatto che destino la coscienza pubblica. Il nostro primo passo è stato quello di proiettare il film-denuncia "Bordertown" nell'ambito del nostro Cineforum, cogliendo quindi l'occasione di unire la visione di film in lingua originale alla prima campagna informativa sulla strage delle donne messicane. Parliamo di campagna di informazione dal momento che purtroppo ancora poche persone sanno di cosa si tratta: a tal proposito, nel mese di marzo, è stato pubblicato sul sito di AEGEE-Cagliari un articolo che riporta fatti e numeri sulla situazione delle donne a Ciudad Juarez.
Nei mesi di Maggio e Giugno procederemo alla proiezione per i soci del documentario-denuncia "Juarez: La città dove le donne sono usa e getta" e all'organizzazione di un Flash Mob, teso a informare il maggior numero di persone possibili.
Il nostro obiettivo principale è quello di sensibilizzare affinchè tutti diano il loro sostegno all'associazione NHDRC, la cui missione è quella di ottenere giustizia sia giuridica che sociale. L'appoggio nazionale e internazionale è fondamentale per sfondare il muro di silenzio e omertà che caratterizza il governo messicano. Quest'ultimo infatti ha imposto il silenzio alla stampa e risulta direttamente coinvolto nel fenomeno delle sparizioni delle vittime, in combutta con i narcotrafficanti e la polizia locale. La questione cruciale è che gli omicidi continuano perchè da parte del Governo Messicano non c'è volontà di fermarli e sottoporre alla giustizia i criminali responsabili. Una commissione dell'Onu ha dichiarato che in Messico la giustizia non esiste: il livello di impunità nel paese raggiunge quasi il 100%. E' dunque importante informare il più possibile le persone sia a livello locale che nazionale per ottenere finalmente giustizia tramite il tribunale internazionale.
Abbiamo inoltre la possibilità di collaborare con i media locali (giornali e radio) usufruendo del loro ruolo di agenti informativi e di cambiamento sociale. Organizzeremo una petizione per raccogliere firme che sollecitino l'Ambasciatore del Messico in Italia ad esortare un'efficace azione investigativa del governo messicano sulle morti e sparizioni delle donne nello stato di Chihuahua. L'aiuto che possiamo effettivamente dare con questo progetto di solidarietà è enorme, bisogna essere incisivi e determinati e sono certa che queste qualità non manchino ai soci di AEGEE-Cagliari. Se volete prendere parte al progetto di solidarietà e avete delle buone idee non esitate a passare in sede o a contattarci.
Più saremo più forte potremo chiedere giustizia al grido di: NI UNA MAS!

Benedetta Losito,
Responsabile Progetto di Solidarietà.

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Flash-Mob “Ni Una Mas”, ecco come è andata.

Il 2 Giugno l’associazione AEGEE Cagliari, in collaborazione con Amnesty International e il comitato spontaneo “Ni una mas” Cagliari, ha dato vita ad un flash mob per informare e sensibilizzare il maggior numero di persone sul fenomeno del femminicidio a Ciudad Juarez, in Messico.

Il femminicidio di Ciudad Juarez

Il femminicidio di Ciudad Juarez

Ciudad Juarez è una città di circa 1.500.000 abitanti, situata nello stato messicano di Chihuahua, al confine con gli Stati Uniti. La chiamano “la città della morte”. Juarez infatti costituisce un grave ed insolito caso di violenza contro le donne, i numeri fanno accapponare la pelle: più di 900 le donne [...]